Gli uccelli – libero adattamento da Aristofane

Lo spettacolo è una commedia amara e surreale sulla conquista del potere da parte di un astuto contadino di nome Pistetero che giunge ad Atene dall’Italia -la magna Grecia- su un barcone insieme con il compare Evelpide, per cercare lavoro.
I due hanno deciso di cercare un luogo dove vivere sereni e sfuggire alla burocrazia e alla pressione sociale, ma trovare luoghi tranquilli e incontaminati è molto difficile e i due si mettono alla ricerca di Tereo, un re del mito arcaico, trasformato dagli dei in uccello -come racconta Ovidio- per punizione della sua vita dissoluta.
In quanto uccello, con il suo punto d’osservazione elevato e panoramico, Tereo dovrebbe essere in grado di indicare la città dei loro sogni, ma sulla Terra non c’è più un solo luogo tranquillo.
L’unica possibilità è fondare una nuova città che stia a metà strada tra la terra, abitata da uomini nevrotici e infelici, e il cielo, infestato da dei capricciosi e collerici. Sorge così Nubicuculia, città ideale e rivoluzionaria in cui gli ultimi diventano i primi.
Presto però uomini e dei sono soggiogati e il tentativo di fondare una città con principi sociali nuovi si sgretola rapidamente, con l’avvento dei molti personaggi interessati ad approfittare del potere appena instaurato.
La rivoluzione di Pistetero si risolverà in un riscatto individuale e la presa del potere.
La critica della democrazia Ateniese, anziché sovvertirne i discutibili principi, apre soltanto la strada a un populismo incapace di progetti politici.

Adattamento e regia Ruggero Caverni e Giulia Salis
Con Ruggero Caverni, Nuria Espinosa Nicart, Stefano Gerace, Marco Giacomini, Oliviero Grimaldi e Giulia Salis
Musiche originali dal vivo Laura Torterolo e Stefano Gerace
Maschere Marco Giacomini e Chiara Barlassina
Costumi Marco Giacomini e Arianna Cattaneo

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