Presentazione del progetto Teatro-Scuola di Atelier Teatro

Il teatro è considerato a pieno diritto come un elemento fondamentale del patrimonio culturale europeo, ma è tradizionalmente percepito come un’attività extracurricolare, come una digressione, un lusso che la didattica si può prendere solo in circostanze particolarmente favorevoli. Gli spettacoli del Teatro-Scuola sono però concepiti come strumenti didattici veri e propri che -seguendo le linee guida dei programmi ministeriali- hanno per oggetto i temi dei programmi di ciascuna classe della scuola primaria, dalla prima alla quinta.

La scuola e il teatro sono le due istituzioni fondamentali della cultura, della condivisione e del dibattito pubblico sui valori di una comunità. Sono anche il baluardo di modalità sociali virtuose, che avvengono nel presente e in presenza degli altri. Potrebbe sembrare banale, ma non lo è più nel momento in cui la crescente seduzione degli schermi e delle tecnologie, che promettono una connessione e di una socialità continue, influenzano sempre più e sempre prima la vita dei ragazzi, alimentando l’auto-isolamento protettivo e il desiderio di essere sempre altrove, e mai qui e ora, insieme.

La proposta si articola in due fasi principali. Nella prima gli attori della compagnia Atelier Teatro terranno nella scuola (aula magna o palestra dove possibile, fuori sede, laddove la scuola non avesse le strutture adatte) uno spettacolo interattivo che sia di stimolo e di approfondimento per il programma della classe. Nella seconda, gli attori incontreranno i ragazzi in classe per un approfondimento e per sancire un collegamento diretto con l’attività degli insegnanti. Per lo spettacolo sarà necessario accorpare più sezioni perché gli spettacoli interattivi richiedono una partecipazione tra i 60 e i 100 ragazzi, mentre l’attività nelle classi si svolgerà nella singola sezione o per due sezioni alla volta (15-40 ragazzi). Gli spettacoli avranno una durata complessiva di 90 minuti comprensivi di accoglienza, preparazione e congedo dei ragazzi. L’attività in classe durerà anch’essa circa 90 minuti, con orari da definire in dettaglio per ogni classe.

All’inizio di ogni spettacolo si costituiranno dei gruppi tra i ragazzi, mescolando più possibile le sezioni. Ogni gruppo sarà preparato da uno degli attori della compagnia per la scena di cui sarà protagonista. Tutti i ragazzi quindi saranno coinvolti come spettatori in tutte le scene dei compagni e come attori nella scena specifica del gruppo di cui fanno parte. Gli spettacoli dunque non si svolgeranno con una modalità di teatro frontale (divisione scena-pubblico e quarta parete), ma con una modalità partecipativa centrale, con il pubblico ai lati e la scena al centro. Le scuole che non avessero spazi adatti ad ospitare questo tipo di attività potranno essere ospitate da altri istituti o in altri luoghi pubblici da individuare con istituzioni locali.

La partecipazione attiva dei ragazzi alle scene dello spettacolo è uno strumento fondamentale di appropriazione, attraverso il gioco, dei contenuti, che, come si è detto, saranno, sotto altra veste, gli stessi della didattica. Inoltre, il mettersi in gioco insieme e di fronte agli altri, in una modalità differente da quella della lezione scolastica, è un valido strumento di conoscenza reciproca del gruppo classe, che può generare dinamiche virtuose di affiatamento, oltre a costituire un contesto di osservazione privilegiato per gli insegnanti.

Gli incontri con le classi avranno la struttura di un dibattito pubblico orientato. Gli attori avvieranno una conversazione con una modalità interrogativa, chiedendo ai giovani spettatori di ricordare le scene che sono rimaste impresse e invitandoli a riflettere sul perché. Si costituirà così una memoria collettiva dell’esperienza vissuta, che tenga conto dei vari punti di osservazione: avendo i ragazzi partecipato a scene differenti avranno vissuto un percorso individuale diverso che però si inserisce in un medesimo evento. A partire da questa memoria collettiva, il dibattito sarà orientato a una riflessione comune sia sui contenuti dello spettacolo, sia sulle modalità della rappresentazione. A questo punto si sarà costituito quel ponte tra il gioco-rappresentazione e la didattica, che è l’ingrediente specifico del progetto Teatro-Scuola.

In conclusione riteniamo che il progetto Teatro-Scuola si rivelerà uno strumento di crescita e studio, utile e divertente per i ragazzi e un invito all’attivazione di quei processi simbolici che sono alla base dell’autonomia critica della persona. Vivere insieme e in modo attivo storie individuali e collettive, aiuterà il lavoro degli insegnanti nel controbilanciare la forza omologante della tecnologia delle comunicazioni. Attraverso la rappresentazione, insegnanti e ragazzi avranno a disposizione uno specchio della realtà utile per confrontarsi con tematiche storiche e sociali, con pregiudizi e discriminazioni, riflettendo così anche sul vizio, la virtù e sul proprio modo di relazionarsi con gli altri. Infine il progetto Teatro-Scuola sarà di grande aiuto alla didattica, nella costruzione di quel ponte generazionale, che solo può interessare le nuove generazioni al patrimonio culturale, lo scrigno che custodisce il tesoro dell’umanità.